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24/10/2008

Mad Men - Where the truth lies

Non può, non deve passare inosservata la serie “Mad Men” . Sofisticata, stratificata, allusiva e affascinante. Non ancora diffusa in chiaro (e1073691740.jpg sarebbe auspicabile fornire al grande pubblico qualcosa di rivoluzionario a suo modo), è stata accolta da un notevole successo dopo il passaggio su Cult TV tanto da far replicare due volte la prima serie. E la seconda, è in arrivo.

Una sagoma nera siede su un divano. Le braccia allargate sullo schienale, la mano destra penzola, stringendo tra le dita una sigaretta. Calma apparente dopo una caduta inevitabile. È quello che potremmo pensare dopo aver assistito alla sigla di “Mad Men”, la serie creata da Matthew Weiner (già produttore esecutivo de “I Soprano”).

La sagoma è senza volto. Ognuno di noi può indossare gli abiti e l’anima dell’uomo (nero) moderno. La forma scura è il risultato del rinnovarsi di un nuovo peccato originale. Il peccato dell'immagine, del suo culto ostinato e che realizza il suo acme nel mondo pubblicitario che “Mad Men” intende raccontare. Si narra lo scarto tra la realtà e la sua rappresentazione; la distanza tra ciò che effettivamente è reale e quello che è ideale. Una proiezione nel passato - il periodo storico scelto per ambientare la serie sono gli scintillanti e carichi di promesse anni ’60 - per riflettere sul presente.

I personaggi raccontati sono archetipi: la frustrazione, il mistero, l’ambiguità, la sopravvivenza, la negazione, la meschinità, non solo semplici attori in carne e ossa. L’intreccio narrativo di “Mad Men” è uno specchio che consente di considerare sotto un’altra luce, la nostra natura attuale, la nostra doppiezza, l'incertezza del nostro essere. Che altri non è che il prodotto di risulta derivante dallo scarto tra i bisogni reali e quelli immaginari, creati dal nulla dai pubblicitari ante-litteram. In questo risiede lo charme, la classe e la forza della serie.

 
scritto a quattro mani con Antonio B.

11:10 Scritto da: regina_pigra (Webmaster) in tele-visioni, visto si stampi | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | Tag: mad men, cult tv | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

Io l'ho seguita e ho goduto molto. Il livello di raffinatezza e approfondimento è davvero unico. Anche il collocarlo sul passaggio fra gli anni '50, legati a una visione antica, ancora memori della carestia e della guerra e i nuovissimi anni '60, è molto interessante.

Scritto da: Rob Grassilli | 11:24 del 24/10/2008

Grandi! Sponsorizziamo a tutta birra questa serie! Raffinata, elegante, ottimi personaggi! Capolavoro!

Scritto da: Noodles | 01:25 del 25/10/2008

Quante cose mi son perso.Sono di striscio ma mi son gustato lo sgretolamento di Allen.Ma come fai?Torno con calma.
artista1969

Scritto da: artista1969 | 16:44 del 27/10/2008

Regina Pigra, ricevuto l'sms!! Beh, pensa, io non compro mai Glamour ma mia madre (forse per l'articolo sui trentenni falliti, bah) me l'ha portato insieme alle altre riviste che mi son persa in queste due settimane in cui sono stata in California e ti ho appena lettaaaa!!! Rotten Tomatoes forever!! Baci, autorevolissima Regina Pigra!
PS: sabato sera ho visto Tropic Thunder, peccato che Tom Cruise sia pazzo, perchè come attore lo troverei ancora fantastico. Risate a gogo, come ridere di Platoon!

Scritto da: Law | 17:06 del 28/10/2008

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