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08/01/2009
Davanti agli occhi
Strano e irrisolto connubio di film già visti "Davanti agli occhi" (il gioco di parole è quasi d’obbligo). Solo per citare i più evidenti buttiamo sul tavolo il titolo de "Il Sesto Senso" – più ampiamente, le tematiche care a Shyamalan anzi, sceglietene una irrisolta a caso - "The Others" e un pizzico di quei film anni ottanta stile "Analisi Finale" ma con surplus di intenzioni abortite e dilaniamenti dell'anima. Nei propositi del regista Vadim Perelman, sceneggiò il mortifero “La casa di sabbia e nebbia”, albergano metaforiche alte ambizioni e concreti risultati mediocri.
Uma Thurman (sempre eccelsa) è una donna adulta con una figlia folletto e un marito professore di filosofia. Dopo essere sopravvissuta con l'amica del cuore (Eva Amurri) a una strage a scuola - la parte di lei da ragazzina è affidata a Evan Rachel Wood (un bocciuolo di rosa) – cerca di riannodare i fili del trauma subito. Un coetaneo col mitra irrompe nelle loro vite e i protagonisti rimangono appesi al tira e molla dell’imponderabile. Nei primi dieci minuti, si esaurisce l'unica vera scena di pathos di tutta la pellicola.
Flashback, strani riverberi di coscienza, tuffi nel remoto onirico, quel che era e non è stato, appuntamenti mancati e un futuro prossimo che appare immaginato e allo stesso tempo impossibile. Come accennato all'inizio, il film pare sempre sul punto di decollare e per i primi venti/trenta minuti l’equipaggio/pubblico collabora volonteroso. Allo scattare della certezza che la trama non sa realmente dove andare a parare, il soufflè narrativo crolla miseramente sgonfio e tronfio causa inamovibilità della narrazione.
10:12 Scritto da regina_pigra (Webmaster) in recensioni 2009, visto si stampi | Link permanente | Commenti (5) | Trackback (0) | Segnala | Tag: uma thurman, davanti agli occhi, evan rachel wood, vadim perelman | OKNOtizie |
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Commenti
Mumble... si sarebbero dovuti mettere i primi dieci minuti in fondo
Scritto da: bastax | 12:55 del 08/01/2009
indi stato cerebrale DELTA?
Scritto da: uedra | 14:21 del 09/01/2009
@bastax
ehm in effetti, buona idea
@uedra
qualcosa di familiare? ;)
Scritto da: daniela_elle | 22:10 del 13/01/2009
una sera, così per divertirci, io e i miei amici ci siamo sottoposti ad una cura sperimentale. la chiamavano "Ludovico".
consisteva nel visionare alcune immagini. in pratica sollazzarci un pochino il gulliver mentre con gli altri malcicci ci si sparava nei fanali scene di festaggi, un po' del caro vecchio su e giù, e tutta una serie di storie molto karashò.
nel frattempo ci calavano qualche sostanza, forse delle micropunte, in vena. e delle babusche molto carine e lumabili ci misuravano la frequenza delle onde delle nostre scatole pensanti.
venne fuori che mentre guardavamo le scene erano così pallose che nè le micropunte, nè le buone immagini ci davano lo stesso gusto del lattepiù.
Stato DELTA, appunto.
festammo un pochettino le teste grige e battezzammo le goivini ma veramente pesante e tornammo al korova milk bar.
io e i miei drughi
Scritto da: uedra | 19:10 del 14/01/2009
lasciate stare le ninotchka eh!
Scritto da: daniela_elle | 22:09 del 18/01/2009



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