30/11/2008

Righteous Kill

Sulla tavola piatta dipinta da John Avnet che si annulla al cospetto dei due malandrini grandi attori che furono, c'è ben poco. Quasi niente. Al Pacino e Robert De Niro sono due poliziotti sul viale del tramonto. Tengono molto alla forma allenandosi in palestra, scopano come ricci, fanno ginnastica, dicon incazzosi ce l'hai con me (mentre Travis Bickle bestemmia) al ras interpretato da 50 Cents.
Sono sulle tracce di un serial killer stile Dexter (per chi ancora non lo avesse visto un solo grido, recuperate la serie!) e durante lo srotolarsi della bolsissima trama, non fanno altro che raccontarsi aneddoti senza capo né coda. Sarebbe stato meglio avere il ricordo di Heat, non cotanta pantomima dove due grandissimi attori che furono, paiono gli Stanlio e Ollio della omicidi. Con l'aggravante che uno somiglia a Totò Riina versione trendy mentre l'altro ci chiediamo ancora oggi cosa si sia messo in testa. Amen.

28/08/2004

Carlito's Way

CARLITO’S WAY di Brian de Palma, 1993, 144 minuti con Al Pacino, Penelope Ann Miller, Sean Penn, Luis Guzmán, John Leguizano, Viggo Mortensen.

La bravura del regista nel maneggiare un perfetto meccanismo a orologeria e la forza insita nei personaggi creano un’atmosfera suggestiva, avvolgente, unica. Carlito Brigante è appena uscito di prigione grazie a un cavillo giudiziario scovato dal suo avvocato, un viscido e magnifico Sean Penn. Dopo cinque anni di galera vuole, tenacemente vuole, cambiare vita. È determinato nel chiudere i suoi conti col passato e col mondo che lo ha cresciuto, la strada. Come una madre schizofrenica lo ha amato e respinto e per un certo lasso di tempo, Carlito è riuscito a domarla e dominarla.
Fuori dalla gabbia, torna sulla carreggiata. Sogna di camminare mano nella mano con l’amore di un tempo, spronato da un progetto di libertà. Si ritroverà invece a correre e a fuggire: dai vecchi legami malavitosi, dalla procura che lo sorveglia, dagli amici che non riconosce più, da se stesso. La fuga si rivela un’arma a doppio taglio e lo riconduce sempre al punto di partenza: la strada e il suo codice fatale. Nessuno dei personaggi, tranne forse Gail, la donna amata e interpretata dalla Miller, è pulito.
Carlito, brigante tra i briganti, se ambirà sopravvivere dovrà applicare proprio le regole di vita che si è imposto di abbandonare. Il protagonista è un personaggio negativo, è un gangster. Ha ucciso. Ma teniamo per lui e vogliamo che si riscatti, vogliamo che vinca. Come nella migliore tradizione cinematografica di De Palma, il film è una continua girandola di invenzioni sceniche, particolari curatissimi, citazioni e auto-citazioni. A dire il vero qualche piccola caduta c’è, ma lo perdono. Piuttosto come ne Gli Intoccabili è difficoltoso scegliere alcuni momenti visivamente d’impatto perché in fondo lo è tutta la pellicola. Cito almeno la scena del biliardo: prestate attenzione agli occhiali a specchio del delinquente e la scena di passione tra i due protagonisti, realistica e coinvolgente. Infine segnalo la lunga sequenza dell’inseguimento incrociato alla stazione dei treni. Perfetta e sincopata come un cuore sano. Immenso, epico.

18:30 Scritto da regina_pigra (Webmaster) in senzatempo, visto si stampi | Link permanente | Commenti (8) | Segnala | Tag: carlito's way, brian de palma, al pacino | OKNOtizie |  Facebook