29/01/2008
Into The Wild
Sean Penn mette in scena due ore dense di emozioni e retorica e lo fa con la macchina da presa e il cuore leggero di uno spericolato in parallelo alle vicende del protagonista, realmente esistito, Christopher McCandless (interpretato dall'intenso e dedito Emile Hirsh, visto in "Alpha Dog" e “Lords of Dogtown”) giovanotto poco più che ventenne che, dopo essersi ottimamente laureato, cedette al proprio bisogno di fuggire e intraprese un lungo e articolato viaggio, sino ad approdare alla meta delle mete, l'Alaska.
Non è niente di nuovo, la vicenda è prevedibile e l'ammontare delle irreponsabilità, del dolore provocato, del ricatto emotivo del cavaliere errante è ingiustificato ma ricordiamo anche che le ragioni della fuga esulano qualsivoglia regola di comprensione razionale. Ed è qui dove la regia e la narrazione peccano, nel tentativo di spiegare, sottolineare, evidenziare i motivi di cotanta patologica pervicacia nel perseguire la fuga da parte del protagonista, confermata dall'utilizzo di una fastidiosa voce fuori campo che è pura didascalia inutile.
Dopo essersi inventato un'altra identità, il protagonista diventa Alex Supertramp, volutamente senza soldi e nessun appiglio se non quello puro della sopravvivenza. Percorre e macina chilomentri ponendo una distanza irrimediabile tra sè e il suo passato. Incontra e reincontra due rimasugli hippies che chiamerà famiglia, un vecchio militare in pensione che incarnerà l'ideale della figura paterna, le file ai dormitori, la gentilezza dello sconosciuto, l’attrattiva del desiderio (che ostinato respingerà perché l'ossessione potè più della carne) le botte dell'intolleranza, umanità e indifferenza.
17:45 Scritto da regina_pigra (Webmaster) in recensioni 2008, visto si stampi | Link permanente | Commenti (10) | Segnala | Tag: into the wild, nelle terre estreme, sean penn, emile hirsh, christopher mccandless | OKNOtizie |
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